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Un desiderio divenuto realtà

Per la versione italiana di questo articolo, consultare questa pagina :http://www.scuoladellarespirazione.org/itsuo-tsuda-calligrafie-di-primavera-un-desiderio-divenuto-realta/

The event at Dojo Scuola della Respirazione Presentation of the book at RAI radio

Evento calligrafie a Roma

Il 12 e il 13 ottobre 2018, il dojo Bodai di Roma recentemente rinnovato, funge da cornice per l’evento “Un libro – un’esposizione” con una buona affluenza di pubblico, interesse e apprezzamenti favorevoli.
La sera del 12 ottobre, di fronte a un nutrito gruppo di visitatori, nell’atmosfera avvolgente dell’esposizione di 87 calligrafie in riproduzione fotografica, ha avuto luogo la presentazione del libro “Itsuo Tsuda, Calligrafie di Primavera” (ed. Yume 2017). Per l’occasione é stata esposta anche la calligrafia originale ” La Tigre “.

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Durante la giornata di sabato abbiamo ricevuto diverse visite: fra gli amici, conoscitori ed esperti di cultura giapponese, ci è gradito segnalare la visita di Paolo Bottoni, aikidoka, giornalista e blogger, che ha scritto un articolo sul suo blog www.musubi.it a proposito delle calligrafie del Maestro Tsuda.
L’evento ha registrato complessivamente il passaggio al Dojo Bodai di un’ottantina di persone.
Per tutti, compresi noi organizzatori, è stata l’occasione di entrare in contatto in modo diretto e contemporaneamente con la quasi totalità delle calligrafie del Maestro Tsuda : un momento indimenticabile e ricco di sensazioni !
Per chi non ha avuto la possibilità di scoprire questo libro e tutta l’opera del Maestro Tsuda, potete trovarli a Roma al dojo Bodai, e anche sul sito di Yume Editions

Sottoscrizione libro calligrafie

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SOTTOSCRIZIONE per la pubblicazione di

Itsuo Tsuda, Calligrafie di Primavera

Un’immersione nell’opera calligrafica di Itsuo Tsuda

Tiratura limitata.

Libro disponibile a partire dal 18 maggio 2018, a Milano, presso il Dojo Scuola della Respirazione durante l’esposizione organizzata per  l’occasione, o su appuntamento, oppure il libro potrà essere spedito (a carico dell’acquirente).

Il prezzo è di 75? e corrisponde alle spese di produzione. Nessun beneficio sarà realizzato su queste vendite. Per ordinare andate a questa pagina : http://yumeshop.fonds-itsuo-tsuda.org/it/calligraphies/37-libro-calligrafie.html

Presentazione generale

Monografia dedicata all’opera calligrafica del filosofo-scrittore Itsuo Tsuda (1914-1984). Libro d’arte, copertina rigida, rilegatura a filo, formato 30x24cm, 476 pagine di cui 99 con foto a colori a tutta pagina.Leggere di più

Una forma d’insegnamento misconosciuto : le calligrafie d’Itsuo Tsuda:

Il Maestro Tsuda ha insegnato attraverso diverse vie ed una di queste, forse la meno conosciuta, è la calligrafia. Non era un maestro di calligrafia, ma ha saputo utilizzarla per lasciare un messaggio che oggi fa parte dell’eredità dei suoi allievi.Il progetto di riunire l’intera opera calligrafica del Maestro Tsuda era nato quand’egli era ancora in vita e già all’epoca alcuni allievi, con la sua approvazione, hanno cercato di raggruppare le calligrafie in un’unica raccolta ed anche dopo la sua scomparsa altri hanno continuato in questa direzione. Sono passati più di trent’anni ed oggi ancora stiamo perseguendo questo intento, ma non senza difficoltà, perché per noi si tratta di ridare giusto valore a questa forma d’insegnamento e farla conoscere. Ci siamo dati l’obiettivo di creare un libro che prima di tutto rispetti l’autore e la sua opera sia dal punto di vista del messaggio che voleva trasmettere sia dal punto di vista artistico.Impresa impossibile? Quasi…Leggere di più

calligrafia di Itsuo Tsuda #2

pratiquer devant une calligraphieSeguito e conclusione del’intervista con Regis Soavi che racconta la sua scoperta della calligrafia d’Itsuo Tsuda.

Qui per leggere la prima parte dell’intervista.

“Mettere una calligrafia piuttosto che la foto di un Maestro, questo ha un altro interesse, che ho capito in seguito: questo evita un certo «culto della personalità». Invece di mettere una foto del maestro Ueshiba, ne avrei potuto mettere una del mio maestro, Itsuo Tsuda…. ma di colpo questo induce qualcosa verso «un Graande Maeeestro» che È, e questo va anche verso le religioni in cui ci sono dei santi, delle pitture di santi, delle statue di santi… nel buddismo c’è questo, nel cristianesimo anche, evidentemente…

Ma così, non c’è più la stessa risonanza, perchè sono delle foto di persone, dei «personaggi».

Con una calligrafia, questo permette a tutto il mondo di praticare, qualunque sia la sua religione.. perchè inchinarsi davanti al vuoto, questo non può infastidire nessuno…

Davanti ad un vuoto, dunque davanti alla natura, va molto bene…

E questo abitua l’occhio, poco a poco, inconsciamente ad apprezzare le calligrafie, se se ne guardano diverse, si comincia ad avere l’occhio che vede differentemente… la foto di un maestro confonde l’occhio, per me, mentre la calligrafia permette di aprirlo.

E’ in questo senso che per esempio, nel cristianesimo, malgrado tutto, le icone non sono delle immagini… c’è una differrenza tra l’immagine e l’icona… l’icona è una rappresentazione simbolica, anche se c’è un personaggio. E’ aperta verso qualcosa, mentre l’immagine è chiusa.

La calligrafia è stata una scoperta molto importante per me… posso sempre praticare davanti ad una foto ma, malgrado tutto quando ci si inchina davanti ad un maestro, ci si inchina davanti ad una persona in particolare, bisogna allora veramente visualizzare che ci si inchina davanti alla vita, e non davanti ad una persona… se questo implica di inchinarsi davanti ad un maestro, un semi-dio… Questo non è sano per un essere umano!

calligraphie_tsuda_tchouang_tseu

Mentre una calligrafia, è molto più vuota, soprattutto le calligrafie del maestro Tsuda, che non implicano la religione…

Itsuo Tsuda aveva fatto una calligrafia – ad inchiostro su carta questa volta – con la frase di Tchouang Tseu, che era il suo testamento e che aveva messo al dojo..:

«Quando sarò morto, se voi mi metterete nella terra, sono i vermi che mi mangeranno, se mi mettete all’aria, sono gli uccelli che mi mangeranno e se mi metterete nel mare, saranno i pesci a mangiarmi… fate di me ciò che volete!»

E curiosamente, c’è stata una cerimonia buddista alla sua morte, anche se non era buddista, è stato cremato con una cerimonia protestante, anche se non era protestante, e le sue ceneri sono in un cimitero cattolico, anche se non era cattolico! Favoloso!

Ma non è male, tutto sommato…

Era principalmente nel mese di maggio che Itsuo Tsuda faceva le sue calligrafie. Quando gli si chiedeva perchè le facesse a maggio, diceva «E’ la primavera!»

Aveva già fatto calligrafia in Giappone. Quando è arrivato in Europa, ha tracciato piccole cose, ma la carta che trovava non era adatta, quindi scriveva più che fare della calligrafia. E poi ha avuto voglia di esprimere qualcosa attraverso la calligrafia.

Considerrava sempre le sue calligrafie « calligrafie amatoriali ». In Giappone, non è calligrafia amatoriale, è quella fatta dai maestri Zen per esempio, o i maestri di Ikebana, di spada… fanno passare il loro insegnamento attraverso di loro.

È il caso del maestro Ueshiba. Le firmava del resto con un nome diverso. Quindi per il Maestro Tsuda era la trasmissione di un insegnamento attraverso un tracciato, era trasmettere qualcosa.

Ha cominciato a tracciare su carta di riso, ma come diceva lui, questa carta è molto fragile se non è incollata, si rovina velocemente…sfortunatamente, non trovava nessuno in Francia negli anni 70 che facesse questo lavoro di incollaggio. Ecco perchè ha deciso di utilizzare la tecnica del Batik, ed è questa tecnica che ha osservato in seguito per la maggior parte delle calligrafie che realizzo’.

Quindi, nel mese di maggio si preparava, in qualche modo, e tracciava le sue calligrafie.

E ne ha fatte tutti gli anni, per un certo numero di anni. Non ne faceva molte, forse una ventina, non di più.

Nonostante questo, il maestro Tsuda non usava la tecnica del Batik in maniera classica: normalmente si riempie un punto minuziosamente ed in seguito si tinge..lui intingeva il suo pennello da calligrafia nella cera calda e doveva riuscire a tracciare prima che la cera si seccasse. Questo per conservare l’atto del tracciato che si trova nella calligrafia tradizionale: si prepara l’inchiostro e poi si traccia. E’ un gesto unico senza interruzione.

Quando spiegava la sua tecnica, diceva che era molto difficile e che all’inizio aveva sbagliato molto. Ciononostante, era l’unico sistema per potere in Occidente, lasciarne una traccia.

Il maestro Tsuda tingeva lui stesso il tessuto, in generale in una specie di blu che definirei «blu giapponese», sia in una specie di marrone-rosso o anche in un blu scuro. Utilizzava unicamente questi tre colori ed ogni anno ne sceglieva uno – perchè il tal anno faceva il tal colore ed il tal altro un altro ? Questo, non lo ha mai speigato – inseguito, tirava la cera col ferro da stiro, con della carta assorbente. La calligrafia allora era pronta.”

Régis Soavi

Calligrafia di Itsuo Tsuda #1

Régis Soavi racconta la sua scoperta della calligrafia d’Itsuo Tsuda.itsuo tsuda calligraphie

Quando ho cominciato a insegnare l’Aikido, come molti altri, avevo una foto del Maestro Ueshiba al Tokonoma. Era cosi’ che avevo imparato, si salutava in direzione del maestro. Quando sono andato al dojo del Maestro Tsuda per la prima volta, c’era una calligrafia, stampata da uno dei suoi amici che era artista a partire da un’incisione su pietra molto antica. Era “Bodai”. Questa calligrafia era là mentre io mi aspettavo di vedere una foto del Maestro Ueshiba… Inoltre il suo tratto era grosso… -un  tratto che era largo otto centimentri, molto largo!- E dava una risonanza diversa, respirava altrimenti…E un’altra dimensione. E il fatto di vedere la calligrafia a ogni seduta… questo cambia tutto.

Verso il mese di giugno, il Maestro Tsuda arrivava con queste calligrafie arrotolate sotto braccio e le metteva al dojo: erano in esposizione ed erano in vendita.

Bisogna dire che i primi anni, al dojo, non ci capivamo niente! Non si sapeva che cos’era, quindi domadavamo “cosa vuol dire?”… e  non si era per niente capaci di apprezzare le calligrafie…

Il loro prezzo era fissato a circa cento euro, che è ridicolo, ma ci sembrava enorme!Quel prezzo solo per un ideogramma! Ci sembrava sproporzionato!

Abbiamo avuto bisogno, noi che eravamo al dojo, di un certo numero di anni per cominciare ad apprezzare e a sentire quello che lui esprimeva attraverso le calligrafie.

Spiegava a volte quello che oggi le persone che si interessano alla calligrafia sanno che non è il segno che è importante, ma lo spazio che delimita. Devo dire che all’epoca ci sembrava un po’ curioso. Tutto questo era piuttosto ermetico per noi. Non capivo. Poi, poco a poco, abbiamo cominciato ad apprezzare.

Erano gli svizzeri che ne compravano perché avevano più soldi che i francesi! E cosi’ c’è stato un buon numero di calligrafie che sono andate a finire in Svizzera.

Ma questo vuol dire che, in generale, c’era comunque un certo numero di persone che ne compravano. Spesso perché era un po’ come un ricordo del Maestro Tsuda. Ma dopo, purtroppo, queste persone non se ne prendevano sempre cura: abbiamo ritrovato delle calligrafie piegate in quattro perché erano state infilate in un cassetto. Il tessuto si era rovinato ovviamente!

Poco a poco per me, ciò ha preso un senso; e mi sono detto “se il Maestro Tsuda lascia queste calligrafie, è che c’è qualche cosa”.

Ho cominciato allora ad interessarmi alla calligrafia. Anche al di là di quelle di Itsuo Tsuda ho scoperto altri tipi di calligrafie e i kakemono. Ho cominciato a guardarle, a vedere e a provare di sentire cosa succedeva. E vendendo calligrafie di grandi maestri, come per esempio di maestri zen, poco a poco, ho scoperto che effettivamente non era l’estetica che contava, era un’altra cosa. Ma dipende dai Maestri: ci sono calligrafie di un gran maestro zen di cui posso dire “sì, sono molto estetiche, sono magnifiche sopra una credenza anni ’30, ma non mi parlano assolutamente!” E invece, a volte, delle calligrafie fatte da degli sconosciuti hanno una grande forza…

le_rêve_calligraphie itsuo tsuda

Qualche anno fa sono andato in un ristorante giapponese, e all’entrata vedo una calligrafia montata in kakemono. E mi son detto “Ah, questa è una calligrafia!” poi ho chiesto al padrone “che cos’è questa calligrafia?”… ha risposto “Oh, sono semplicemente degli auguri di riuscita, è mio nonno che li ha fatti…” Allora ti dici “sì, c’è del ki là dentro!”

Ovviamente, non era una calligrafia di insegnamento, e neanche una calligrafia estetica, ma sono gli auguri di un nonno per i suoi nipoti che sono andati ad aprire un ristorante in Francia. E quindi era piena!

È anche tutto questo che si puo’ scoprire nella calligrafia: ad un certo momento, ci parla. Non si capisce sempre cosa vuol dire ma ci si dice “Ah! Là c’è una persona, un certo tipo di attenzione!”

A seguire

Image : calligraphie de Maître Tsuda, Le Rêve