Marc-André Selosse è biologo e professore del Museo di storia naturale e insegna in diverse università in Francia e altrove. Le sue ricerche si concentrano sulle associazioni a vantaggio reciproco (simbiosi), e i suoi insegnamenti riguardano i microbi, l’ecologia e l’evoluzione. Nel 2020, poco tempo prima del primo confinamento, il dojo Tenshin doveva accoglierlo per una conferenza sul microbiota. A causa della situazione questa conferenza non si è potuta tenere, ma speriamo di poter concretizzare questo invito appena possibile. Nell’attesa vi invitiamo a scoprire le sue appassionanti ricerche, tramite due video e l’articolo che avevamo scritto a proposito del suo libro « Jamais seul » e dei punti di convergenza con il Seitai.
Marc-André Selosse : “Un’estinzione biologica e culturale in corso?”
Estratto “Il microbiota biologico che è in noi sta male, sta svanendo e colpisce direttamente la nostra salute: soffriamo di queste “malattie della modernità”, che toccano il nostro sistema immunitario (allergie, asma, malattie auto-immuni?), il nostro sistema nervoso (Alzheimer, Parkinson, autismo?), il nostro metabolismo (diabete, obesità?). Constatiamo che il microbiota è meno diversificato negli individui malati che negli individui sani. Nel 2025, queste malattie della modernità, legate alla regressione del nostro microbiota, toccheranno un Europeo su 4.”Per continuare, cliccate sul video:Intervento al convegno organizzato dalla Fondazione per la biodiversità casearia il 14 settembre 2021 nel quadro del Mondial du Fromager di Tours.
Marc-André Selosse, la Medicina di fronte all’evoluzione
Marc-André Selosse risponde alla domande del Consiglio dell’Ordine dei Medici di Yvelines
Ciò che ci unisce: microbiota e terreno umano
di Fabien R. febbraio 2020Dall’alba delle nostre civiltà, l’azione dei microbi modella la nostra alimentazione, permette la conservazione e il consumo degli alimenti (pane, formaggio, vino, verdure?). Addomesticati empiricamente da millenni, i microrganismi che intervengono in questo processo sono stati identificati solo abbastanza di recente, meno di 200 anni fa.Ed è solo ancora più recentemente che gli scienziati hanno cominciato a studiare il microbiota, cioè l’insieme di batteri, funghi, virus, ecc. che sono ospitati da un organismo-ospite (l’essere umano per esempio) e vivono in un ambiente specifico di quest’ospite come la pelle o lo stomaco.La maggior parte di noi non sospetta che la nostra vita dipenda da una stretta associazione, chiamata simbiosi, che stabiliamo naturalmente con diverse decine di miliardi di batteri che popolano la superficie del nostro corpo e fino in fondo ai nostri intestini. Ci si considera come al di sopra, indipendenti da qualsiasi influenza microbica, con la notevole eccezione di chi è raffreddato che si sente spesso dire: “Ah, ma non mi rifilare i tuoi microbi!” Il microbiota viene quindi considerato, nel migliore dei casi solo perché può o potrebbe avere un potenziale patogeno. Questa visione, attualmente superata ma sempre onnipresente, del microbo visto come nefasto ha profondamente influenzato il nostro rapporto con la Natura, con i nostri corpi e più globalmente con la vita. Che si tratti di pesticidi in agricoltura, di saponi battericidi o gel disinfettanti sulla nostra pelle, questi prodotti, eliminando indiscriminatamente i microrganismi favorevoli e quelli sfavorevoli ai loro ospiti, creano le condizioni per un impoverimento del terreno – quello dei nostri campi come quello delle nostre mucose.Queste azioni igieniste ripetute nel tempo, fin dal parto, impediscono, nell’essere umano, una maturazione del sistema immunitario che più tardi non sarà più in grado di riconoscere il corpo di cui fa parte oppure avrà delle reazioni sproporzionate. La nostra epoca è anche quella delle malattie auto-immuni e delle allergie[1].I principi Seitai, nell’opera di Haruchika Noguchi[2], partono da un punto di vista radicale: intuitivo piuttosto che analitico. Basandosi sulla propria esperienza trentennale di guaritore, H. Noguchi rinunciò all’idea di terapeutica negli anni ’50 perché aveva constatato che essa indeboliva gli organismi degli individui e li rendeva dipendenti dal terapeuta. Ciò lo portò a considerare la salute in un modo completamente diverso prendendo atto che le reazioni del corpo sono le manifestazioni di un organismo che reagisce per ritrovare il proprio equilibrio. « La malattia è una cosa naturale, è uno sforzo dell’organismo che tenta di recuperare l’equilibrio perduto. [?] È bene che la malattia esista, ma bisogna che gli uomini si liberino dal suo assoggettamento, la sua schiavitù. È così che Noguchi è giunto a concepire la nozione di Seitai, la normalizzazione del terreno, se si vuole. »[3].Questo riequilibrio è l’opera del sistema involontario, non dipende dalla nostra volontà. Comporta dei sintomi che coinvolgono il microbiota. Per esempio i flussi che espellono fuori dal corpo i germi sfavorevoli (raffreddori, diarree)[4], la funzione regolatrice della febbre oppure la funzione antibiotica della carenza di ferro nelle donne incinte[5].

